Spettacolo teatrale “Vita e pensiero di Antonio Gramsci”

La IV B del Liceo scientifico e Samed Ismail della V beta del Liceo classico invitano tutti alla rappresentazione “Vita e pensiero di Antonio Gramsci” mercoledì 8 giugno 2016 la mattina  alle ore 11:30 (per gli studenti)  e al pomeriggio alle ore 18 nell’aula magna del nostro Liceo.

gramsci

“La verità è sempre rivoluzionaria tenerla nascosta non è solo un inganno e una truffa, ma un inquinamento che avvelena e turpa la vita di tutti, anche di chi la reprime e prima o dopo ne paga il fio” A. Gramsci

La classe 4^B e Samed Ismael della 5^ beta classico hanno realizzato questo spettacolo teatrale sulla vita e il pensiero di Antonio Gramsci. Siamo partiti dalla lettura del libro scritto da Giuseppe Fiori  “Vita di Antonio Gramsci” e abbiamo letto le sue “Lettere dal carcere”scritte ai familiari. Per delineare il pensiero di Gramsci abbiamo inserito alcuni articoli di giornale e alcune riflessioni tratte dai Quaderni anche questi scritti durante gli anni del carcere..

 

Nello spettacolo abbiamo distinto i due aspetti, facendoli rappresentare da due attori diversi: un Gramsci intimistico che leggerà le lettere scritte ai familiari e un Gramsci politico che leggerà gli articoli e i brani tratti dai Quaderni.

Ci siamo quindi chiesti qual è l’eredità di Gramsci? Quale insegnamento possiamo trarre dalla sua vita e dal suo pensiero ?

Riprendendo la riflessioni di Diego Fusaro siamo convinti che tornare a Gramsci non è possibile, semmai si deve “ripartire” da Gramsci. Ereditare Gramsci significa far nostra la sua coscienza infelice, la passione durevole della ricerca di una felicità più grande di quella oggi disponibile. Vuol dire farsi carico della forza appassionata del perseguimento di un futuro più giusto, in cui tutti siamo ugualmente liberi. Significa  avere l’ideale di una società diversa da quella attuale in cui il genere umano è sospeso tra la miseria generalizzata e la schiavitù del lavoro flessibile e precario.

In una lettera del 1929 Gramsci racconta della rosa di cui aveva iniziato a prendersi cura in carcere:

“La rosa ha preso una terribile insolazione: tutte le foglie sono bruciate e carbonizzate; ha un aspetto desolato e triste, ma caccia fuori nuovamente le gemme. Non è morta, almeno finora.”

Quella di Gramsci è la rosa dell’ideale, ancora oggi non realizzato, di dare a tutti la libertà, tramite la forza della giustizia e di un agire appassionato che non abbandona l’ottimismo militante della volontà., anche quando la situazione sembra disperata e senza possibilità di riuscita.

Locandina spettacolo